rinofiller docu film

Anche detto Rinoplastica liquida, consiste nel rimodellamento estetico del naso attraverso acido ialuronico, fili di trazione, proteina botulinica. Scopo del Video, tratto dalla storia vera di Francesca, è far capire il disagio che vivono quotidianamente, per anni, tanti pazienti che non hanno il coraggio o la forza economica per affrontare un intervento chirurgico di Rinoplastica, e che possono invece far sparire, parzialmente o totalmente quel difetto, nel giro di minuti e in modo reversibile.

 

 

“Charles Dickens riteneva ci fossero persone che si incontrano quando la vita decide di farti un regalo, lei è proprio una di queste. Sono una ragazza di 26 anni e non ho mai avuto un bel rapporto col mio naso. Quando ero piccola, spesso mi capitava ingenuamente, di pensare che saremmo stati tutti più belli, se solo Dio avesse deciso di non farci un naso, al centro della faccia.

Trascorsi l’adolescenza coi capelli davanti al viso e controllando tutte le foto che alle feste i miei amici avevano intenzione di postare. Non volevo essere fotografata di profilo.

Alle medie mi attaccarono l’etichetta di strega mio malgrado;e dal quel giorno come un macigno non sono mai stata in grado di scrollarmela di dosso.

Per anni mi sono sempre sentita brutta, nascondendo quel naso diètro occhialoni, sciarpe e quant’altro.

Non dimenticherò mai quella mattina: mia mamma mi chiama in cucina e mi dice “guarda!” indicandomi il televisore. C’era lei Doc! ospite in un programma su RAI 1 che spiegava questa tecnica fantastica, di cui non avevo mai sentito parlare prima: il rinofiller. Subito mi vado a documentare sul trattamento, la seguo su Instagram, inizio a confrontare i suoi lavori con quelli di altri dottori…e più leggo e più guardo foto, più mi convinco che sarà lei a trattarmi. Ed è così che una mattina mi decido e prenoto.

Quel pomeriggio, in pochi minuti è riuscito a restituirmi il sorriso. Ho passato tutto il viaggio di ritorno in treno, da Ancona alla mia città, a specchiarmi nel riflesso del finestrino, incredula.”

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