Perché a 2 mesi dall’addominoplastica, all’improvviso ho di nuovo la pancia gonfia?

Spesso i pazienti mi chiamano preoccupati perché vedono la pancia gonfia e “spanciata”, con insorgenza nel giro di pochi giorni.
In realtà non ci riferiscono il cambiamento di abitudini alimentari, stile di vita o stress connessi a questa sintomatologia.
Va detto che il gonfiore è la presenza di aria all’interno dell’intestino che, come sappiamo, è lungo circa 7 metri. Basta un minimo aumento della produzione di CO2 per ogni centimetro da parte della flora microbica che, moltiplicato per 700, crea molta molta aria. Quando mangiamo, in base alle nostre scelte alimentari, selezioniamo diverse popolazioni di miliardi di batteri che ci colonizzano, per lo più nel colon. I batteri fermentano i carboidrati complessi portando alla formazione di anidride carbonica e idrogeno, che a loro volta altri microrganismi usano per produrre metano, il quale va a distendere ulteriormente l’intestino e rallentare la motilità intestinale producendo stipsi quindi ristagno. Altri batteri si cibano inoltre di proteine fermentandole e producendo un gas che contiene zolfo.
Quando si forma così tanta aria è normale che anche i muscoli retti tendano a dilatarsi e si crede di avere una recidiva. Tuttavia anche una persona normale che non ha diastasi muscolare, se ha gonfiore, ha la pancia proprio come noi. Quante volte ci è successo dopo cene consumate di fretta, ricche di frutta, verdura o bucce di legumi, vederci la parte inferiore dell’addome piena come un pallone!
Se guardiamo bene tuttavia non vediamo la caratteristica “pinna mediana” che longitudinalmente si erge tra i muscoli reti addominali che, invece, sono ben cuciti tra loro.
Talvolta al gonfiore si associa l’edema residuo post-operatorio, ovvero la presenza di liquido sieroso prodotto con la manipolazione dei tessuti, che imbibisce i tessuti molli della pancia proprio come una spugna e che viene riassorbito dalla circolazione nei primi 6 mesi.
Si va in panico, è comprensibile, ma basta soffermarsi a pensare a cosa si è mangiato negli ultimi giorni, in che orari, se si è condotta una vita più sedentaria, se lo stress ci ha fatto ingerire aria o ha rallentato il nostro transito intestinale generando ristagno. A volte un’ecografia addominale e una visita dal gastroenterologo ci fanno scoprire delle intolleranze alimentari o un’alterazione della flora microbica residente nell’intestino crasso (dismicrobismo) tali da sviluppare tanta aria; altre volte una sindrome dell’intestino irritabile.
Nel video in allegato diamo alcuni consigli su cosa fare per prevenire e curare il gonfiore, nella consapevolezza che la nostra specializzazione non è la gastroenterologia, né le scienze dell’alimentazione e che se il segno e sintomo persistono potrà essere utile una consulenza dai suddetti specialisti.

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