Labioplastica riduttiva o vulvoplastica: perché non è più un tabù?

Ho le piccole labbra particolarmente sporgenti e mi vergogno a recarmi dal medico.

Ho imbarazzo nel mettere tute e pantaloni aderenti. Evito i rapporti sessuali col mio ragazzo perché mi sento inadeguata e “vecchia”.

Ho irritazione continua quando porto i pantaloni o biancheria aderente. D’estate non indosso il costume perché non mi sento donna.

È un problema più frequente di quanto si pensa, la società scientifica internazionale ISAPS ha dichiarato un’impennata dell’intervento a partire dal 2016.

Una procedura di chirurgia ambulatoriale, la labioplastica, che in poco tempo risolve definitivamente un problema che ci portiamo dietro spesso da anni e che a volte ci condiziona per sempre il carattere.

Capita di parlarne con un’amica che invece di ascoltarci esprime un giudizio, oppure con un genitore che afferma che non sia un problema: certamente non il suo!

L’intervento è delicato ma semplice: Anestesia locale con sedazione.

Non comporta degenza né allettamento, solo cura dell’igiene personale e qualche accortezza comportamentale nei primi giorni.

I punti di sutura cadono da soli: proprio per questo mi capita di non rivedere più le pazienti dopo l’intervento.

Perché stanno bene e provano ancora un certo imbarazzo nello spogliarsi, a causa dell’imprinting cerebrale creato da questa piccola malformazione per tanto tempo creduta incurabile.
Il mio invito per le donne afflitte da questo malformazione è: “se non vi sentite ok, fate una visita con lo specialista”.

E per le pazienti operate: “tornate a controllo, perché la cicatrizzazione va comunque guidata per evitare fastidi”.

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