Chirurgia Plastica Oncologica. Due esempi molto comuni: seno e pelle

La chirurgia plastica è una chirurgia di frontiera, che lavora cioè con tutti gli altri specialisti e non su un solo organo o apparato, per ricostruire i tessuti lesionati.
Due esempi: Chirurgia mammaria e chirurgia dermatologica.
Il tumore al seno ha una prevalenza in Italia di 152 donne su 100.000, è quindi il tumore più frequente nella donna. Asportare il seno ha conseguenze psicologiche più gravi del tumore stesso: ecco l’importanza della ricostruzione. Questa può essere effettuata con tessuti autologhi, come la pancia durante l’addominoplastica, oppure con protesi mammarie ed eventualmente reti.
Il tumore della pelle è molto frequente specie negli anziani, in relazione alla dose cumulativa di esposizione alle radiazioni solari. Appare sotto forma di crosticine, escrescenze, ferite che non guariscono. Nel tempo, se non asportate, evolvono in tumori invasivi. Per rimuoverli in modo radicale, talvolta abbiamo il problema che la pelle circostante non basta più per coprire la perdita di sostanza residuante dopo l’asportazione. In questo caso interviene il chirurgo plastico usando tecniche derivanti dall’esperienza acquisita durante specie durante le guerre e gli esiti traumatici delle stesse sui soldati. Le stesse tecniche che, raffinate, vengono tutt’oggi usate anche nella Chirurgia Estetica per trattare malformazioni, inestetismi o cicatrici deturpanti.

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